+39 348 9906459

Lun - Sab 8.00 - 18.00 Domenica CHIUSO

Top
Rilanciare hotel

Preparare il proprio hotel per il post Coronavirus

Il 2020 verrà ricordato da tutti come l’anno del Covid-19, un nemico invisibile che in pochi giorni ha paralizzato il mondo intero, bloccando le attività commerciali, impedendo i contatti tra le persone tanto da limitarne addirittura la libertà, e, naturalmente, ha completamente messo in ginocchio il settore dell’hotellerie in tutto il mondo. Ora, nel momento in cui scriviamo questo articolo, la pandemia è ancora in corso, il 90% degli hotel di tutta Italia sono chiusi, ma ogni albergatore starà arrovellandosi su quali saranno le mosse chiave da attuare per ricominciare a far girare la propria attività, cercando di trasformare questo momento nefasto in una opportunità. Ecco di seguito alcune idee che chi lavori nel settore turistico può cominciare ad implementare per “occupare” il tempo libero e farsi trovare pronto alla ripartenza:

  1. Fare un’analisi dei costi di gestione: mi direte che questa è la scoperta dell’acqua calda, ma se si fa mente locale quanti hanno analizzato per filo e per segno ciascuno dei propri processi operativi? Sicuramente sia le piccole strutture a gestione familiare che i grandi hotel possono ottimizzare le proprie risorse, dall’impiego del personale all’acquisto delle materie prime per la sala colazione, dai costi della telefonia/internet (pensiamo agli alberghi diffusi) alla valutazione dei costi/benefici dei servizi offerti.
  2. Curare i canali social: meglio un canale social o più canali? Ovviamente meglio tanti canali social tutti curati alla perfezione, con i propri followers ingaggiati e tenuti “caldi” con domande e contenuti ricchi di appeal. Fate sognare un po’ la vostra audience, postate contenuti interessanti e lavorate non solo per autoincensare la vostra attività ma anche per promuovere l’intera destination.
  3. Riprendersi la propria autonomia di vendita (OTA/OLTA): questo è senza dubbio il punto più ricco di interrogativi (ma anche di potenziale), soprattutto in questo momento. L’atteggiamento tenuto dai principali players durante il periodo successivo al 23 febbraio (Expedia, Booking, Hotelbeds, Airbnb) ha ancora una volta evidenziato la necessità di porre fine all’egemonia di questi colossi, veri arbitri del settore turistico, talmente ingerenti e politicamente forte nel mondo dell’hotellerie da permettersi addirittura di bypassare le disposizioni di legge relative alle cancellazioni per cause di forza maggiore. Ovvio, non è un’operazione che si possa fare in un giorno, ma pazientemente e con costanza lavorare giorno dopo giorno sul proprio brand e i propri ospiti è un’operazione vitale che alla lunga può fare la differenza e portare benefici incredibili. Al momento pochi possono permettersi di rinunciare alle OTA e solamente grazie al poszionamento ottenuto sul mercato grazie al lavoro di anni: sfruttate le potenzialità delle OTA per farvi conoscere e conquistare i clienti!
  4. Monitorare costantemente le notizie provenienti dall’estero: la “ripresa” avverrà gradualmente e comunque sarà differente a seconda del Paese, perciò conoscere quali saranno i propri clienti permetterà di tarare la propria offerta per le esigenze dei propri clienti. Un occhio di riguardo perciò per gli ospiti italiani, i primi che ricominceranno a viaggiare sul territorio.
  5. Investire in signal chiari ed apprezzati: spendere i pochi soldi rimasti in cassa con intelligenza per aumentare il livello di sicurezza percepito dai futuri ospiti per quanto concerne la pulizia degli ambienti. Ecco che macchinari ad ozono per la rimozione di virus, muffe e batteri dalle stanze, profilassi contro zanzare e cimici dei letti sarà bene promuoverli sui propri canali social una volta acquistati/implementati!
  6. Non concentrarsi per il momento sulle tariffe di vendita: nuove prenotazioni non ne arrivano, se non alla spicciolata, e tutti gli eventi sono stati posticipati e/o cancellati. Attendere notizie prima di abbassare (o alzare) le proprie tariffe inutilmente per evitare di commettere errori di posizionamento o di svendere date future che potrebbero invece avere un potenziale maggiore rispetto ai dati storici.
  7. Gestire le cancellazioni e relative richieste di rimborso: sappiamo che non è semplice relazionarsi con la molteplicità dei clienti e le loro mille sfaccettature, tuttavia è bene cercare di rispondere ad ogni richiesta i maniera personalizzata capendo la personalità dell’interlocutore che avremo davanti, ed indurlo a fare la scelta più vantaggiosa per il nostro business (o meno penalizzante). Cercare di spostare le prenotazioni più avanti, lasciando comunque al cliente flessibilità di decidere quando, permette di mantenere la cassa in un momento in cui i flussi sono pressochè nulli (anzi…negativi!) qualora si tratti di prenotazioni prepagate e di avere una piccola base su cui contare in caso si trattasse invece di prenotazioni con cancellazione flessibili. Vi invito a leggere l’articolo che seguirà nei prossimi giorni per approfondire l’argomento.

Quelle fin qui illustrate sono solo alcune delle possibili mosse per chi faccia parte della grande industria dell’hotellerie (il settore turistico rappresenta il 13% del PIL italiano),  ma ognuno dovrà capire quali siamo le migliori strategie da implementare per prepararsi a questa sfida con la quale nessuno fino a questo momento si è mai dovuto cimentare.